Fonte: acmilan.com
Fonte: acmilan.com

Minuto 71′, calcio d’angolo per il Milan contro il Sassuolo: la palla parte dalla bandierina, mischia in area e la sfera carambola davanti a lui, Manuel Locatelli, che con una staffilata batte Consigli e porta il Milan sul pari. Cuore – rossonero, è regolare – a mille, l’urlo ed il sapore delle lacrime, quelle di gioia. Manuel ha ripagato così la fiducia di mister Montella: ma chi è il classe ’98 che ha le chiavi del centrocampo del Milan?

Manuel Locatelli, di Lecco, ha mosso i primi passi nell’Atalanta: poco dopo, però, il Milan soffia il piccolo alla Dea: una trafila baciata dal talento e passata per le tattiche di Cristian Brocchi, il tecnico che lo ha consegnato “pronto” al Milan dei grandi. Pensare, poi, che il Milan ha bruciato persino l’Inter nella corsa al classe 1998, il che aggiunge un tocco di campanilismo al passato di Manuel.

 

Non solo Donnarumma: Locatelli è cresciuto con l’etichetta del prescelto, la stessa etichetta che Simone Verdi – oggi al Bologna – ha ammesso di non aver vissuto al meglio, mentre il “Loca” non sembra aver avuto problemi. Locatelli, però, non sembra aver mai sofferto di questa fama: dopo l’alternanza tra Allievi e Primavera, Brocchi gli ha consegnato i gradi di vice-capitano, ma Sinisa Mihajlovic – sì, lo stesso che ha avuto il coraggio di lanciare Donnarumma – lo aveva testato più volte con i grandi.

A guardarlo da vicino e a lodarlo pubblicamente c’è anche Silvio Berlusconi, il presidente uscente del Milan, il quale ha sempre speso parole d’elogio per il ragazzo. Nel marzo 2016, ha reso noto il proprio stato d’animo, ai microfoni della Gazzetta: «Pressione? No, solo grande orgoglio, che è uno stimolo in più. Esordio in A? Spero quest’anno». Stimoli che arrivano anche da Riccardo Montolivo: proprio il capitano del Milan, nelle sessioni di allenamento, si è speso più volte per dare consigli al giovane di Lecco, lo stesso che – al suo forfait – si è fatto trovare pronto. Se da Montolivo sta apprendendo movimenti per stare in mezzo al campo, Locatelli ha mostrato di avere anche velleità offensive, in quanto può giocare da mezz’ala: una poliedricità che potrebbe rivelarsi efficace per il gioco di Montella.

La poliedricità e la scommessa del tecnico di Pomigliano D’Arco, è cosa nota, ha pagato nella sfida contro il Sassuolo: dopo la bordata, la dedica alla famiglia. «C’è tutto il sacrificio per arrivare qui – ha dichiarato candidamente a Premium Sport Devo godermi questo momento, lavorare sempre di più, non ho fatto niente». Il suo gol, notare bene, è servito a regalare tre punti contro una rivale per la classifica: il temibile Sassuolo di Di Francesco.

Un gol, inoltre, che non è sfuggito ai nostalgici del Milan: Massimo Ambrosini, nel campionato 1998/99, realizzò il primo gol in maglia Milan con una prodezza simile. Un dejà-vu del Diavolo insomma.

Un tipo di gioco che ha stregato e convinto anche Luigi Di Biagio, il quale lo ha convocato per la sfida di martedì 11 ottobre contro la Lituania. Manuel, pensate un po’, era con la spedizione Under 19 in Portogallo, in riva al mare, per una seduta defaticante. Suona il telefono, corsa in aeroporto, spola con Roma e poche ore dopo era di nuovo in azzurro, stavolta uno step più in alto. L’esordio non è arrivato, in quanto il primo allenamento con Di Biagio è stato sostenuto lunedì 10 ottobre, ma esserci, per il “Loca”, deve essere stata un’esperienza importante.

La prova del nove? Semplice, Montella continua a preferirlo in campo, come nella sfida contro il Chievo, dove il giovane centrocampista è stato schierato da titolare, vincendo il ballottaggio con José Sosa, il quale ha comunque preso parte alla sfida da comprimario, sostituendo Gianluca Lapadula nel secondo tempo.

Donnarumma, Calabria, e ora Locatelli: lodi sperticate e confronti a cascata per il giovane, che non ha intenzione di mollare proprio ora che potrebbe regalare al Milan un sogno, quello di una dinastia ritrovata nel segno del Diavolo.

@Matteo_Munno

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