Twitter: @paulpogba
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Il Piccone torna a casa: Paul “La Pioche” Pogba è pronto a prendere per mano il Manchester United di José Mourinho, con i Red Devils che puntano sul centrocampista francese dopo l’errore avvenuto nel 2012. Ma andiamo con ordine: il ragazzino di Roissy-en-brie – paesino a 30 km da Parigi – ha una storia particolare alle spalle.

Il calcio, Paul, ce l’ha nel DNA: lo zio, Riva Touré, era un calciatore in prima divisione in Guinea, paese dal quale la famiglia Pogba è emigrata in Francia. Proprio il calcio regala al piccolo Paul il suo soprannome, “La Pioche”: come un piccone – pioche appunto – amava calciare il pallone da solo contro il muro. Bum, bum, bum: ed il passo a Pogboom è naturale poi. Ad avere la vocazione per il pallone, poi, è anche il papà, Antoine: poco dopo l’arrivo in terra francese, viene fondata l’Africa Star, squadra nella quale Paul tira i primi calci – con palloni molto gonfi, in modo da allenare costantemente l’impatto sulla palla – prima di andare al Torcy prima e all’accademia giovanile del Le Havre poi.

Un andirivieni che Paul non ha dimenticato: parafrasando una crew di rapper del paese, dopo il gol siglato alla Sampdoria nel 2014, ha alzato la maglia con la dedica per RLS City Boys, acronimo di Roissy La Source, “da dove tutto è partito”. Passato con il pallone, ed il presente non è poi così diverso: i fratelli Mathias (attaccante) e Florentin (difensore) giocano nello Sparta Rotterdam e al Saint-Etienne.

Dopo il Le Havre, nel 2009, arriva lo United, per la prima volta: un trasferimento – ad onore del vero – circondato da molti dubbi, archiviati dal club inglese con un indennizzo nei confronti della squadra francese. Fu Sir Alex Ferguson a fare e disfare la fiaba di Pogba: il francese fu desiderato dal leggendario manager scozzese, che con lui fu molto duro. La madre di Paul, Yeo, ricorda di un Pogba in lacrime nell’ufficio del manager: fu quella la causa scatenante di un addio a parametro zero? Lei giura di sì, ma Sir Alex, invece, punta il dito contro il vulcanico Mino Raiola, che convince Paul a firmare con la Juventus nel 2012, anno in cui il francese debutta in Premier League, subentrando a Paul Scholes, all’epoca in odore di ritiro.

Con l’arrivo alla Juventus, per il francese si prospettano quattro stagioni piene di vittorie, insegnamenti – la vicinanza di Pirlo è stata determinante per lui – ma con lo United, la storia non poteva chiudersi con un addio “sottovoce”, è solo questione di tempo.

Alla Juventus vestirà anche il pesantissimo numero 10, quello che fu di Alex Del Piero: con alti e bassi, Pogba mostra di meritare quel numero sulle spalle, numero che lui ha voluto. Proprio questo desiderio tocca un nervo scoperto del francese, quello dell’eccesso di ambizione: accusa che continua ad essere un’ombra per lui, determinato nel cercare giocate difficili, scelta che si rivela essere una calamita per le critiche della stampa.

Dopo due anni di corteggiamenti, in estate è #Pogback mania, non senza un Europeo giocato fino in fondo: il nervosismo di Paul lo porta anche a fare un gestaccio, nel fischio finale nella sfida tra Francia ed Albania. L’esclusione paventata da Deschamps, poi, non si concretizzerà. Archiviata la finale persa con il Portogallo, per Paul arriva una nuova sfida.

Paul Pogba torna a casa, e lo fa con il beneplacito di José Mourinho, nuovo manager dei Red Devils, il quale ha convinto un certo Zlatan Ibrahimovic a sposare la causa United. Oggi è lo stesso José a difendere il francese dai duri attacchi della stampa.

Non deve pensare a quanto è stato pagato. Non ha svolto preparazione, non ha fatto vacanze, una flessione ci sta.

Flessione che Scholes – proprio colui che nel 2012 gli cedette il posto per l’esordio – non sembra volergli perdonare, accusandolo di volere tenere troppo il pallone: “Lo United non ha preso Messi per dribblare 4 o 5 giocatori alla volta”. Al momento, manca ancora il gol del debutto, che non arriva nemmeno nella sfida – appena conclusa e persa – contro il Watford di Walter Mazzarri.

Per Paul, insomma, il ritorno non sembra mettersi proprio in discesa: Mourinho ci punta, lui desiderava tornare, e sarà dunque solo questione di tempo. Nel frattempo, i RLS Boys sono pronti a scommettere su Paul… e voi?

@Matteo_Munno

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