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Cassano e Balotelli ai tempi della nazionale nel Mondiale 2014 (fonte foto: tackleduro)

Cassano rimane a Genova per amore della Sampdoria anche se fuori squadra, Balotelli vola a Nizza per ripartire dalla Ligue 1: ecco l’ennesima svolta nella carriera dei “gemelli diversi” del calcio italiano.

Pagelle di mercato a parte, ci sono due giocatori italiani che, anche quest’anno, hanno fatto parlare tantissimo di sè circa il loro futuro: si tratta ovviamente di Antonio Cassano e Mario Balotelli, i due “gemelli diversi” sempre al centro della polemica calcistica nostrana. Il primo, nonostante sia ormai ai ferri corti con la Sampdoria, ha deciso di restare a Genova per amore della città e dei colori doriani, rifiutando di fatto qualsiasi proposta di trasferimento, mentre Balotelli ha scelto Nizza per ripartire da zero e riconquistarsi un posto nel calcio che conta. Ma procediamo con ordine.

Le storie di questi due calciatori sono molto simili e si intrecciano tra di loro: Fantantonio arriva in A a 17 anni col Bari e nel 2001 vale già 60 miliardi: chiedere alla Roma. Balo cresce nell’Inter e debutta in campionato nel 2007. A quanti anni? 17. Tra una cassanata e l’altra (dalle corna a Rosetti ai tunnel ad Aldair in allenamento) sono 52 i gol in giallorosso in 161 partite. Poi prende il primo volo per Madrid e diventa un “Galactico”. Che sogno il Clasico contro il Barça. Quel Barcellona che Balotelli incontra in semifinale di Champions l’anno del Triplete. A fine partita è rottura con i tifosi nerazzurri: Mario, innervosito dai continui richiami di Mourinho e dai fischi del pubblico per lo scarso impegno, scaglia violentemente a terra la propria maglia. In un attimo le “cassanate” diventano le “balotellate”. Ecco fatta la frittata. Anche per lui valigie pronte e biglietto di sola andata per l’Inghilterra: il Manchester City spende 28 milioni di euro per portarlo in Premier. Ed ecco che si rintrecciano le storie di Cassano e Balotelli. E così mentre il primo è già tornato in Italia nella Samp, l’altro prova a sfondare a Manchester allenato da Mancini che l’aveva lanciato nell’Inter. Vi ricorda nulla? Cassano e Capello si erano lasciati (non benissimo) a Roma e si sono ritrovati a Madrid. Ma se Fantantonio non diventerà mai un Galactico, anche a Balotelli non è che sia andata benissimo l’avventura al City: ok sì ha vinto un campionato, ma chi se lo scorda il pestone sulla testa di Scott Parker? O le freccette lanciate contro i ragazzi della Primavera? Non ne può più neanche Mancini, e così dopo un pesante litigio in allenamento (arrivando anche alle mani), bye bye SuperMario. Curiosità: tutti e due hanno segnato all’esordio all’estero.

Storie di calcio ma anche di tifo: Cassano interista che nel 2011 va all’Inter e Balotelli milanista che cresce nell’Inter. Questioni di scelte. Quei colori che si mischiano e si intrecciano, fino a scambiarsi. Ecco che allora Fantantonio (prima, nel 2012) e SuperMario (la stagione successiva) realizzano il sogno di ogni bambino e arrivano nella squadra per la quale hanno sempre tifato. I due si sentono e si sfiorano, ma non si incontrano mai. Anche perché qualche anno prima il barese ha incontrato la donna della sua vita dalla quale ha avuto due bambini. Antonio e Carolina per sempre, altro che Balotelli. Già Antonio, e non più Fanta: perché ormai la testa l’ha messa a posto, le cassanate fanno parte di un’altra vita. E Super Mario che fine ha fatto? Niente, lui a stare in Italia non ci riesce proprio. Soprattutto dopo il Mondiale fallimentare di due anni fa in Brasile, che, ad oggi, rimane la sua ultima apparizione con la maglia azzurra così come Cassano: entrambi, infatti, hanno salutato (almeno per ora) la Nazionale dopo il fischio finale della partita persa 1-0 contro l’Uruguay, ricevendo le pesanti critiche dei senatori Buffon e De Rossi per il loro scarso impegno.

Bagagli fatti in fretta e furia, l’Inghilterra (ri)chiama. Ci prova il Liverpool a farlo rinascere, Rodgers gli mette in mano l’attacco dopo la partenza di Suarez. E così quando Cassano sembra aver trovato il suo equilibrio ideale a Parma, ecco che arriva la notizia del fallimento della società. Questa non ci voleva, ma a Genova c’è un cuore blucerchiato che batte ancora per lui e anche il giocatore tornerebbe di corsa. Detto, fatto. Facciamo un salto in Inghilterra: neanche il tempo di arrivare che Balotelli è già stato scaricato. A Liverpool non ce la fanno più: serate e festini, in campo insulti razzisti. Basta, Rodgers è furioso. Dietrofront, si torna in Italia.

Il resto è storia recente, ma sembra passato nemmeno un giorno da quando Antonio segnava con il Bari: la voglia di divertirsi è sempre la stessa, scherza e ride Cassano. Entella, Spezia, Palermo e Pescara lo volevano, lui è rimasto a Genova e la Samp l’ha messo fuori rosa, i rapporti con Ferrero si sono rotti. “Sono stato tante volte fuori rosa, non mi pesa più di tanto”, risposta alla Cassano. Ormai ci ha fatto il callo Antonio, che è diventato un uomo di famiglia

Balo invece è andato al Nizza, dopo che Klopp non ne ha neanche voluto sapere di tenerlo a Liverpool. Il rossonero nel destino di SuperMario, che con il Nizza giocherà anche l’Europa League. Super? Sì, ma per quanto? Poco, troppo poco. “Mi manda Garibaldi” dice lui, in Francia ci credono in un suo rilancio.

Uno a Genova l’altro a Nizza, Cassano da solo Balotelli in gruppo. Il sorriso va e viene, per tutti e due. Uniti dallo stesso carattere sbarazzino e quella voglia di divertirsi che li ha bloccati nei momenti migliori della loro carriera. Hanno sempre voluto strafare, senza mai accontentarsi. Se non avessero qualche anno di differenza sembrerebbero gemelli. Già, gemelli diversi.

Gabriele Ingrao

 

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