Portogallo campione

In Portogallo si festeggia ancora l’Europeo. Il primo, storico. Vinto proprio contro i favoriti e padroni di casa della Francia. Conferme, delusioni e sorprese. Occhio sempre puntato sui giovani, su alcuni giocatori sconosciuti fino a pochi mesi fa. Certo, Cristiano Ronaldo leader del Portogallo, Griezmann che trascina la Francia, Bale simbolo del Galles. Tutto bello, troppo facile però così. Noi di Giovaninrete abbiamo provato ad ipotizzare una Top 11 dei migliori giovani di Euro 2016.

Top 11 giovani (4-3-3): Courtois; Kimmich, Umtiti, Lindeloef, Guerreiro; Sanches, William Carvalho, Joao Mario; Kaputska, Milik, Pjaca.

Thibaut Courtois (1992, Belgio/Chelsea)

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E’ uno dei leader del  Chelsea e del Belgio. E’ già tra i migliori al mondo, si avvicina sempre di più ai livelli di Buffon e Neuer. L’aveva capito prima di tutti il Chelsea che dopo un anno di prestito all’Atletico l’ha riportato alla base e ora se lo tiene stretto. Ha saltato tutta la prima parte di stagione per un problema al menisco, era arrivato in Francia per arrivare più lontano possibile con il suo Belgio. Non oltre i quarti però, sfumati a causa di un super Galles. Ricordate la finale persa in Champions nel derby con il Real? Ecco, non era nulla: “Stavolta è peggio, potevamo arrivare in finale”. C’è chi sostiene anche che il portiere abbia avuto un’accesa discussione con Wilmots. Intanto il ct non c’è più, e lui è (e sarà) sempre lì. A difendere i pali del Belgio ancora per tanti anni.

Joshua Kimmich (1995, Germania/Bayern Monaco)

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Quando è arrivato al Bayern l’estate scorsa in pochi pensavano che sarebbe cresciuto così tanto. Invece la cura Guardiola gli ha fatto benissimo e oggi lo Stoccarda, che aveva un’opzione sul giocatore, si starà ancora mangiando le mani. Pep l’ha cresciuto con qualche abbraccio, tanti consigli e una strigliata storica nella gara contro il Borussia Dortmund (a fine partita, mentre tutti si scambiavano le maglie). L’esordio in Champions che l’ha fatto addormentare alle 2.30 la sera prima, la convocazione all’Europeo dopo aver convinto anche il ct della Germania Loew. Ragazzo di personalità, che a 21 anni si è preso la responsabilità di tirare il rigore contro Buffon: destro ad incrociare preciso all’angolino.

Samuel Umtiti (1993, Francia/Barcellona)

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Neanche il tempo di finire gli Europei che già il Barcellona aveva messo gli occhi su di lui. 30 milioni sborsati e ciao ciao Lione. Non partiva tra i titolari di Deschamps, ma ci ha messo poco a convincere il ct a piazzarlo fisso lì dietro. Dai quarti in poi ha sempre giocato e, sarà un caso, la Francia ha subito solo 2 gol in tre partite (nei 90′).

Victor Lindeloef (1994, Svezia/Benfica)

Difese “esperte” e un po’ in là con gli anni all’Europeo, difficile trovare un altro centrale giovane da affiancare a Umtiti. Noi abbiamo scelto Lindelof, campione d’Europa con la Svezia Under 21 un anno fa e titolare ad Euro 2016. Certo, l’abbiamo visto poco: Ibra e compagni sono usciti subito al girone. Quel poco che bastava però. Anche perché già con il Benfica aveva fatto molto bene nella seconda parte di stagione diventando titolare al posto di Lisandro Lopez (cercato dalla Fiorentina a gennaio). Il Benfica l’ha già blindato con una clausola di 60 milioni inserita nell’ultimo contratto con scadenza 2020, segno che punta forte su questo ragazzone di quasi 1,90 metri.

Raphael Guerreiro (1993, Portogallo/Borussia Dortmund)

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Altro gioiellino di questo Europeo. Un treno sulla fascia sinistra del Portogallo. Su e giù, su e giù non si stanca mai. Anzi, forse una volta sì: si ferma per crampi nei supplementari contro la Francia. Ma di uscire non se ne parla. Ronaldo lo prende e lo rispinge (letteralmente) in campo. Lui non fiata. E ricomincia a correre. Se qualche club ci ha fatto un pensierino può già farsi da parte: Guerreiro è già passato dal Lorient al Borussia durante l’Europeo. Il treno è già pronto a ripartire. Prossima fermata: Dortmund.

Renato Sanches (1997, Portogallo/Bayern Monaco)

Poco da dire. A parlare sono i 35 milioni spesi dal Bayern di Ancelotti per portarlo a Monaco. Non basta? Miglior giocatore di Euro 2016. Ancora insicuri? E’ il giocatore più giovane ad aver segnato nella fase ad eliminazione di un Europeo. Ecco, direi che ci siamo. Un po’ Davids un po’ Seedorf. Per le treccine ma non solo. Recupera palla e riparte, tiro da fuori e inserimento. C’è già chi lo vede abbracciare il Pallone d’Oro tra qualche anno, noi intanto qualche giorno fa vi abbiamo raccontato tutta la sua storia.

William Carvalho (1992, Portogallo/Sporting Lisbona)
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Se Sanches assomiglia a Davids e Seedorf, William Carvalho è molto simile a Vieira. Senza esagerare eh, è ancora presto per fare paragoni. Però il tipo di giocatore è quello: grande fisico, recupera tanti palloni e i suoi lanci sono fondamentali per ripartire in contropiede. Nella fase difensiva del Portogallo l’abbiamo visto scalare spesso tra Fonte e Pepe a fare il terzo centrale di difesa. In meno di un anno è passato dall’Under 21 alla Nazionale di Santos che l’ha schierato subito titolare. Una vita allo Sporting Lisbona, ora è tempo di cambiare. Serve un mediano? Citofonare William Carvalho.

Joao Mario (1993, Portogallo/Sporting Lisbona)

Era un obiettivo dell’Inter che contava di prenderlo con l’aiuto del Juangsu. Il mercato cinese però si è chiuso da pochi giorni e difficilmente il giocatore arriverà in nerazzurro. Troppi i 40 milioni chiesti dallo Sporting, lontanissimi dai 25 massimo offerti dall’Inter. Eppure ci avevano visto lungo i nerazzurri e lo sapevano anche i compagni del Portogallo, che quando erano in difficoltà scaricavano sempre su di lui. Quasi mai in difficoltà, sapeva sempre cosa fare con il pallone tra i piedi. E dopo aver sfiorato l’Italia, siamo sicuri che il grande salto è dietro l’angolo.

Marko Pjaca (1995, Croazia/Dinamo Zagabria)
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Pjaca vuota. Nessuno per le strade. Tutti davanti la tv a vedere questo gioiellino. In Croazia ma anche in Italia. Milan o Juve, Juve o Milan. La telenovela sembra essere ai titoli finali, e i bianconeri presto abbracceranno il trequartista croato della Dinamo Zagabria. C’è già l’ok del giocatore e anche con il club mancano da definire gli ultimi dettagli. Tra lunedì e martedì Pjaca potrebbe già essere un nuovo giocatore della Juventus. Retroscena: più volte il Dortmund ha provato ad inserirsi nella trattativa chiamando il giocatore, che però non ne vuole sapere. Cresciuto studiando le giocate del suo idolo Ronaldinho, già il Bologna con Corvino aveva provato a portarlo in Italia. Lui rifiutò perché non voleva andare in Serie B. Ora si è fatta avanti la Juve, impossibile dire di no.

Bartosz Kapustka (1996, Polonia/Cracovia)
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Perfetto sconosciuto prima degli Europei. Dopo? Occhi che brillano quando si parla di Kapustka. Spesso e volentieri in Nazionale gioca con la 10 sulle spalle (all’Europeo aveva la 21), e non è un caso: corre, dribbla sterza, finte su finte. Mica lo prendono eh. In Francia c’erano osservatori della Juventus per valutare il giocatore che non si è comportato per niente male. Ci aveva messo 12′ a segnare il primo gol con la maglia della Polonia all’esordio in amichevole contro la Gibilterra. Juve in Francia per studiarlo quindi, ma il nome era già sul taccuino da tempo: 2012 per la precisione, quando Kapustka con il Cracovia incanta tutti in un torneo giovanile, perso in finale proprio contro i bianconeri. Oggi vale “qualcosina” di più ma neanche troppo. Bartosz Kapustka, occasione da non perdere.

Arkadiusz Milik (1994, Polonia/Ajax)
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Lo voleva (lo vuole) mezza Europa. L’Ajax ha fatto capire a tutti che per ora Milik non si vende. Doveva essere Lewandowski la stella della Polonia, ma ci ha pensato Arkadiusz ha trascinare la squadra ad uno storico quarto di finale. Milik ha fatto quello che non ha fatto l’attaccante del Bayern. Gol, soprattutto. In Olanda segna che è una bellezza, e anche in Nazionale si è preso la sua rivincita. Già, perché il passato del ragazzo è stato buio e difficile: la scomparsa del padre quando lui aveva 6 anni, la povertà e le rapine. A 16 anni rifiuta provini con Tottenham e Reading per rimanere in Polonia e l’estate scorsa l’Ajax lo riscatta dal Leverkusen. Ora sorride Milik. Il peggio è alle spalle, la sofferenza si è trasformata in speranza. E adesso ci si diverte.

Francesco Guerrieri (@francguer1)

 

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