Fonte: skysports.com
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A 18 anni è già un punto fermo della nazionale portoghese, diventando anche il più giovane marcatore di tutti i tempi nella fase a eliminazione diretta di un Europeo: ecco chi è Renato Sanches, il “nuovo Davids” che ha già conquistato il Bayern Monaco di Ancelotti.

Nonostante l’approdo in semifinale, il Portogallo visto finora ad Euro 2016 non ha di certo impressionato: 3 pareggi su 3 partite nella fase a gironi, un gol allo scadere e la lotteria dei rigori per avere la meglio su Croazia e Polonia, rispettivamente, agli ottavi e ai quarti di finale e un Cristiano Ronaldo ancora poco incisivo. Osservando però i match fin qui disputati dai lusitani, si può notare che, in effetti, qualcosa da salvare c’è eccome: quel 18enne coi dreadlocks sulla testa, grintoso e dai piedi buoni, che risponde al nome di Renato Sanches, punto fermo del centrocampo portoghese già acquistato dal “nuovo” Bayern Monaco di Ancelotti per 35 milioni di euro.

Classe 1997, Renato Sanches comincia a muovere i primi passi nell’Aguias Musgueira, club dilettantistico della periferia popolare di Lisbona. Il presidente Antonio Quadros racconta: «Proposi al Benfica di visionarlo, aveva 9 anni e agli osservatori bastò un quarto d’ora. Il problema era persuaderlo. Non voleva lasciare famiglia, amici e Musgueira. Oddio, non fu facile neppure convincerlo a insistere col calcio: essendo bravo, già all’inizio prendeva parecchie botte e la cosa l’infastidiva». Nonostante la tenera età, Renato Sanches mostra già un bel caratterino e delle doti tecniche fuori dal comune, tutte qualità che gli valsero il fortissimo interesse del Benfica, uno dei club più prestigiosi del Portogallo. Nel 2006, dopo quel provino, il ragazzo venne quindi prelevato dalle Aquile per la modica cifra di 750 euro, ai quali vennero aggiunti anche 25 palloni da calcio. Oggi, a distanza di dieci anni, il Benfica lo ha rivenduto al Bayern per 35 milioni di euro: il club tedesco, dietro esplicita richiesta del neo allenatore Ancelotti, si è infatti aggiudicato le prestazioni del giovane portoghese anticipando le mosse del Manchster United e della Juventus e, soprattutto, prima dell’inizio di Euro 2016, evitando così un’asta che sarebbe costata cara ai bavaresi.

Ma non è tutto, poichè, in base ad alcuni bonus pattuiti all’atto del trasferimento, il Benfica potrebbe arrivare ad incassare ben 80 milioni di euro dalla cessione di Sanches: oltre ai 35 del cartellino, infatti, potrebbero arrivarne 5 per ogni stagione in cui il giocatore avrà totalizzato almeno 25 presenze (per un massimo di 25 milioni di euro) e altri 20 nel caso in cui Renato riuscisse a raggiungere in futuro le prime tre posizioni per il Pallone d’Oro o per il FIFA/FIFPro World XI. Numeri mostruosi che sottolineano, qualora non fosse ancora chiaro, l’enorme potenziale di questo giovane e duttile centrocampista.

Già, la posizione ricoperta in campo da Renato Sanches è proprio uno dei fiori all’occhiello del suo bagaglio tecnico-tattico: in mezzo al campo può ricoprire praticamente tutti i ruoli, da regista basso col Benfica nella scorsa stagione a mezz’ala e, all’occorrenza, trequartista col Portogallo fin qui visto a Euro 2016. Forte fisicamente, ottimo nella gestione del possesso palla, dotato di notevole visione di gioco e di un bel tiro da fuori, i paragoni tra Renato Sanches e i grandi del passato ormai si sprecano. La grinta mostrata in campo e quella capigliatura inconfondibile fanno inevitabilmente pensare a “mostri sacri” della mediana come Clarence Seedorf e Edgar Davids, anche se i media sportivi propendono più per il secondo che per il primo, un “nuovo pitbull” con caratteristiche leggermente più offensive.

La scorsa stagione, come si è già detto, Renato Sanches l’ha giocata al Benfica, club col quale ha ufficialmente esordito il 30 ottobre 2015 contro il Tondela. Da quel giorno è praticamente diventato un titolare fisso nell’undici di Rui Vitoria, togliendo di fatto il posto a Bryan Cristante, costretto a tornare in Italia per giocare di più. Il 25 novembre arriva l’esordio in Champions contro l’Astana e il successivo 4 dicembre anche il primo gol in campionato in maglia rossa, contro l’Academica. L’ottimo finale di stagione disputato col Benfica, culminato con la trionfale rimonta sullo Sporting e la vittoria del campionato, è valso a Renato Sanches la convocazione per Euro 2016, divenendo di fatto, a 18 anni e 10 mesi, il più giovane calciatore lusitano mai convocato in una competizione internazionale (record stabilito dodici anni fa da Cristiano Ronaldo a Euro 2004, fermo a 19 anni e 4 mesi). Nonostante non partisse come titolare, Renato Sanches si è messo in mostra già nella fase a gironi dell’Europeo, con l’allenatore Fernando Santos che, nonostante i suoi 18 anni, lo ha spesso fatto entrare dalla panchina nei momenti difficili (vedi sull’1-1 sia contro l’Islanda che contro l’Ungheria). Nell’ottavo di finale contro la Croazia arriva il primo squillo di Sanches in questo Europeo. La partita è tosta, il risultato è bloccato sullo 0-0 e la Croazia si mostra decisamente più aggressiva dei portoghesi, che subiscono le incursioni di Perisic e Pjaca e la fisicità di Kalinic. Al 49° del secondo tempo ecco che entra Sanches per uno spento Andre Gomes e il baby fenomeno fa capire subito ai croati con che cliente scomodo avranno a che fare. Dopo un paio di occasioni gettate al vento da Perisic e compagni, ecco che dai piedi di Sanches parte l’azione che, sull’asse CR7-Quaresma, porta al gol dell’1-0 dell’ex “trivela” dell’Inter che manda il Portogallo ai quarti contro la Polonia. L’ottima prestazione di Sanches contro la Croazia viene quindi premiata dal tecnico Santos con una maglia da titolare nel successivo incontro disputato al Velodrome di Marsiglia e la risposta del 18enne non si fa attendere più di tanto: dopo il vantaggio polacco di Lewandowski, ci pensa proprio Renato a riportare la situazione in parità con un perfetto sinistro dal limite dell’area. Il gol siglato contro la Polonia stabilisce un doppio record: Renato Sanches è il più giovane marcatore degli Europei nella fase a eliminazione diretta e il terzo marcatore più giovane in assoluto nella storia della competizione continentale, preceduto dallo svizzero Vonlanthen e dall’inglese Rooney. Il match termina poi ai rigori, Sanches si presenta sul dischetto per secondo e non fallisce, contribuendo di fatto a portare i suoi in semifinale contro il sorprendente Galles.

Oggi è in programma dunque l’attesissimo match contro i britannici, trascinati fin qui dalle prodezze di Gareth Bale verso un traguardo che, a inizio competizione, sembrava impossibile. Il Portogallo, dal canto suo, ha un’arma in più nel suo arsenale e non stiamo parlando del solito CR7. Attenzione a Renato Sanches, il nuovo crack del calcio lusitano già destinato a far parlare di sè.

Gabriele Ingrao

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