Fonte: calcioline.com
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Dopo un Viareggio da protagonista, il 19enne attaccante argentino della Primavera juventina ha deluso le aspettative nell’andata della finale di Coppa Italia di categoria, vinta dall’Inter per 1-0. Colpa, anche, di un pizzico di sfortuna.

2 legni e 2 gol annullati (giustamente) per fuorigioco: sono questi i numeri che riassumono brevemente l’andata della finale di Coppa Italia Primavera di Guido Vadalà, talentino classe ’97 della “cantera juventina” arrivato dal Boca Juniors la scorsa estate nell’ambito dell’affare Tevez.

Il ragazzo, reduce da 4 gol in 6 partite nella trionfale spedizione del Torneo di Viareggio, vinto dalla Juventus con un pirotecnico 3-2 sul Palermo, non è riuscito a ripagare la fiducia dei tifosi e soprattutto del tecnico Fabio Grosso, che al 23′ del secondo tempo lo ha richiamato in panchina per l’ex Avezzano Di Massimo. Prima del cambio, con l’Inter in vantaggio al 27′ del primo tempo grazie a Bonetto, Vadalà è stato capace di farsi deviare due tiri a porta vuota (al 40′ e al 5′ s.t.), rispettivamente sulla traversa e sull’incrocio dei pali, e di vedersi annullare due gol per fuorigioco nel finale del primo tempo. Insomma, quando ci si mette, la sfortuna è l’avversario più tosto con cui fare i conti e quando gira tutto male è necessario doversi fare da parte, vedi la sostituzione decisa da mister Grosso.

Dopo la gara di ieri il pubblico juventino si aspetta di più da Vadalà, fino a qualche giorno fa grande protagonista della vittoria nel Viareggio, oggi grande rimpianto di una sconfitta che potrebbe compromettere il sogno del Triplete bianconero. La gara di ritorno è prevista per mercoledì 13 aprile alle 19 a San Siro, partita nella quale si attende un riscatto di Vadalà alla luce della cocente delusione di giovedì sera. Del resto, il settore giovanile juventino crede molto nelle doti del ragazzo, come ha ribadito Gianluca Pessotto qualche giorno fa ai microfoni di Tuttomercatoweb: “Vadalà è un ragazzo molto semplice, ha delle buone qualità, è venuto dall’Argentina non è stato semplice il suo ambientamento ma si vede che è un ragazzo abituato a giocare con i grandi, ha una marcia in più è sveglio può fare bene ma deve ancora crescere”.

Il rischio, in questo caso, è che il ragazzo possa avvertire un’eccessiva pressione figlia di un ambiente, quello bianconero, abituato a fare della vittoria il proprio mantra, ma nel caso di Vadalà (come di molti altri giovani nella sua stessa situazione) potrebbe ulteriormente pesare la questione legata alle cifre della sua valutazione: non dimentichiamo, infatti, che la Juventus, dopo aver ceduto Tevez al Boca, ha prelevato il ragazzo a 3,5 milioni per il prestito biennale con diritto di riscatto fissato a 9,4 milioni, numeri che pesano certamente per un 19enne alla prima esperienza nel calcio italiano. Vadalà ha tempo e qualità per dimostrare ai dirigenti juventini di aver fatto la scelta giusta e il ritorno della finale di Coppa Italia potrebbe essere l’occasione migliore per farlo.

Gabriele Ingrao

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