Mirko Fersini

C’è un pallone, ci sono due maglie da cui scegliere, c’è un avversario da superare e da abbracciare a fine partita: fosse solo questo il calcio, allora sarebbe una favola. A rendere il calcio uno sport mitologico, però, ci sono le storie dietro i campioni. Ci sono storie liete, storie con un “bivio” e quelle storie, tristi ma intrise di leggenda, come quella del giocatore legato ad una delle strutture di allenamento della S.S. Lazio: la storia di Mirko Fersini.

Mirko, difensore del settore giovanile della Lazio, era parte integrante della Primavera “terribile”: quella del 2011, che poco tempo dopo ha mietuto successi e sfornato giocatori “fatti e finiti” (come Keita Balde Diao e Danilo Cataldi) e giocatori che si stanno pian piano affermando ad ogni piè sospinto (Lorenzo Silvagni, Cristiano Lombardi e Luca Crecco, tanto per citarne due, senza amarezza per tutta la truppa).

Un maledettissimo incidente con il suo motorino gli è costato la vita, nell’aprile 2012: lo stesso anno, ad ottobre, la Lazio rende onore alla memoria di un’Aquila andata via troppo presto. 8 marzo, giorno di festa per le donne, ed un sorriso rivolto al cielo, proprio per ricordare Mirko. I suoi compagni, da questa mattina, stanno pian piano aprendo il proprio cuore e lo stanno ricordando con delle dediche speciali, tra foto e musica.

Quando si giunge a Formello, con il cuore felice per una vittoria o triste per una sconfitta, nei pressi del Fersini tutto si riappacifica, perché la vista di quel marmo bianco con scritte colorate, mette in pace i tifosi con la propria lazialità, che a volte scalcia nei momenti di bisogno.

Ed è proprio questo a rendere Mirko uno dei simboli della storia recente in casa Lazio: sul campo una promessa, ma oggi, sempre di più, nei cuori è una certezza. Buon compleanno Mirko: sei tu la stella che in tutto il firmamento è sempre la più bella.

Foto: @OfficialSSLazio

@Matteo_Munno

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