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Preparatore dei portieri nelle giovanili della Lazio dal 2002 al 2012, la sa lunga Alessandro Carta. Su Giovaninrete ha parlato dei ragazzi che si stanno affacciando al grande calcio. Un’intervista ad ampio raggio sui portieri della Serie A  e sui nuovi estremi difensori che nel presente e nel futuro rappresenteranno l’Italia e i club più importanti della massima competizione nazionale.  Da Donnarumma a  Gollini fino ad arrivare a Perin, Sportiello e Lezzerini. Ma anche alcuni nomi a sorpresa che Carta ci consiglia  di seguire con attenzione perchè in grado di ambire a grandi palcoscenici.

 Dalla Lodigiani alla Lazio ha avuto modo di crescere grandi portieri

Alla Lodigiani svolgevo il ruolo di coordinatore e qui ebbi modo di crescere ed allenare Rosati, ex portiere del Napoli ed ora in forza al Perugia, ma anche De Angelis che all’epoca era considerato il nuovo Buffon e che relegò in panchina nella Nazionale Under 20 portieri del calibro di Viviano e Curci.  Poi, nel 2002, Nello Governato mi chiamò come preparatore dei portieri della Primavera della Lazio. Nella società biancoceleste allenai Boccolini, Santarelli, che ha giocato con il Foggia di Zeman, Iannarilli, che ora è in Lega Pro, ma anche Berardi, Scarfagna, e Lezzerini.

Già nella Lazio Lezzerini aveva espresso il suo enorme talento?

C’è un aneddoto particolare su Lezzerini. Lo allenai assieme a Gino De Luca nella stagione 2008/2009, ma era un centrocampista. Lo ricordo bene ai Giovanissimi Nazionali, quando giocava sotto età con i classe 94’.  Era molto alto e il preparatore della scuola calcio Maiani mi chiese di far esercitare il calciatore nel ruolo di estremo difensore, per cercare di sfruttare al meglio le abilità tecniche e fisiche palesate negli allenamenti. Una prova che poi si rivelò fondamentale per il portiere , che proprio in questa stagione ha esordito in Serie A con la Fiorentina. Fu  proprio la Viola a soffiarlo alla Lazio prima che potesse firmare il primo contratto con i biancocelesti.

Quali sono i migliori portieri, tra i più giovani, che vede già pronti per calcare grandi palcoscenici nazionali e mondiali?

Buffon giocherà fino ai Mondiali in Russia, quando avrà 40 anni. Tutte le generazioni vicine non arriveranno a giocare titolari. I prossimi portieri saranno Perin, Sportiello e Leali.  Guardando più in là, tra qualche anno, vedo senza dubbio Guerrieri, Donnarumma e Scuffet.

A proposito di Guerrieri, perché non ha esordito neanche in Coppa Italia in questa stagione?

Ho cresciuto Guido Guerrieri, che ha già dimostrato di essere un portiere internazionale e il possibile portiere per la Nazionale nel 2022. E’ un classe ’96 e meriterebbe di esordire. Mi è dispiaciuto molto che non lo abbiano fatto giocare in Coppa Italia contro l’Udinese.

Nella passata stagione, Meret, portiere dell’Udinese, aveva vinto il titolo di miglior portiere del campionato Primavera. Cosa ne pensa, e quali sono a suo avviso i migliori in questa prima parte di stagione?

Meret è un portiere molto promettente, in una società che ha già fatto esordire Scuffet recentemente. Il portiere piu bravo nel campionato Primavera al momento è Borelli della Lazio, ma anche Audero della Juventus e Crisanto della Roma non sono da meno.

Crisanto e Borelli, però, hanno perso il posto da titolare nelle rispettive squadre, a dispetto di portieri non provenienti dalla scuola calcistica italiana. E’ un caso, o Pop e Matosevic sono realmente piu bravi?

C’è la tendenza a portare portieri sempre piu alti, la media ai Mondiali in Brasile era di 1.90. E’ cambiata la generazione, a quanto pare è questa la richiesta. È cambiato in peggio il modo di far giocare il portiere: vedo e sento dalle associazioni preposte che consigliano al portiere di non uscire e di schiacciarsi in porta.

Nel Milan è esploso Donnarumma, riuscirà a confermarsi ad alti livelli nonostante le pressioni dell’ambiente?

Donnarumma dovrà allenarsi a livelli altissimi, con metodi rapidi e veloci per la stazza che ha. E’ un portiere di grande livello che non ha risentito del grande salto.

Qual è il valore più importante che deve avere un portiere, soprattutto se è ancora molto giovane per competere ad alti livelli?

I valori più importanti sono il coraggio e la personalità: due caratteristiche fondamentali per fare il portiere. E’ necessario allenarsi sulla tecnica ed avere rapidità di esecuzione. E’ questo che fa la  differenza tra il campione e il giocatore normale. Prendiamo ad esempio tre  allenatori: Mihjalovic, Pioli e  Ventura. Padelli era un portiere che si era perso, al quale però  Ventura ha dato fiducia. Grazie al tecnico del Torino l’estremo difensore è emerso fino ad arrivare in nazionale. Mihajlovic ha grande personalità e non ha avuto paura di far giocare il portiere più in forma. Onore a lui che ha fatto giocare un ragazzo che dagli Allievi ora è in Serie A.  Pioli, invece, ha dimostrato di aver paura: con il Saint Etienne in Europa League e con l’ Udinese in Coppa Italia Guerrieri meritava di giocare. Il portiere non è uno sport a parte, il talento non ha età e se l’estremo difensore ha qualità tecniche e mentali deve giocare.

Il Verona ha fatto esordire Gollini, nonostante la classifica deficitaria si è deciso comunque di puntare sul giovane portiere

Gollini era il secondo di Lezzerini alla Fiorentina, ed entrambi hanno giocato in nazionale. Poi Gollini è stato al Manchester United e poi al Verona. E’ un ottimo portiere, forse sta un pò pagando il fatto che la squadra vada male.

Quali sono a suo avviso le migliori società calcistiche italiane nell’allenare e formare i portieri?

La scuola dei portieri del  Torino e dell’Udinese al momento sono le migliori. In passato, quando ero alla Lazio, tanti portieri furono convocati in nazionale nelle categorie di riferimento. Ma anche la Roma ha sempre avuto un’ottima scuola di portieri. Senza dimenticare, ovviamente, l’Atalanta, il Brescia, la Juve e il Milan.

La scuola italiana è ancora la migliore al mondo come era in passato?

Sì. Mi viene in mente un esempio che si può citare. Julio Cesar decise di vestire la maglia numero 12 perchè si era formato in Italia. Era il 12esimo uomo nel Chievo e proprio grazie ai preparatori italiani è cresciuto, e dopo  5 anni  è diventato titolare nell’Inter vincendo il Triplete.

Ci può fare il nome di alcuni portieri che possono ambire a grandi palcoscenici tra alcuni anni?

Nel prossimo futuro vedo  Simone Perilli , che milita nella Reggina in C1  ed è cresciuto nella Lazio, per poi passare alla Roma e al Sassuolo. E’ veloce, scattante, ricorda Rosati. Poi consiglio altri due nomi: Basile e Chingari. Il primo è passato dalla Lazio alla Tor Tre Teste, il secondo, in forza alla Lupa Roma, aveva  militato prima  alla Roma e poi all’Empoli. Sono due nomi, ne sono certo, che sentiremo anche in futuro.

Marco Mikhail

 

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